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Retail's Big Show 2016

Questo è lo spirito con il quale si è svolto il “Retail’s Big Show 2016”, un evento che si tiene da ormai cinque anni nella città di New York e che attrae migliaia di persone che lavorano nel mondo del retail. All’evento, della durata di quattro giorni, si susseguono importanti guest speaker che illustrano le tendenze in atto del settore. 

Possiamo sintetizzare in tre parole l’evento del 2016: Experience, Engaging, Evolving. Parole che già da qualche anno popolano il dizionario del marketing manager moderno ma che ogni anno assumono sfumature differenti. 

Jonathan Luster (VP, market e concept develper di Lowe’s) agisce sull’engagement nel punto vendita, dove cerca di far sentire il consumatore come a casa. Ha quindi strutturato i propri negozi su due piani dove, all’ingresso, si trovano i prodotti dedicati alla cucina, per poi salire al secondo piano ed incontrare prodotti dedicati al bagno e alle camere. Innovano non solo sul concept dello store ma sull’interazione cliente-prodotto: uno schermo completamente interattivo mostra, ad esempio, tutte le tipologie di frigoriferi disponibili, offrendo la possibilità di aprirlo o di cambiare brand, modello e colori dello stesso.

Si potrebbe parlare, quindi, di un concetto di domotica associata al punto di vendita che si spinge oltre: non solo gli arredamenti ripercorrono l’assetto della casa, ma interagiscono in maniera intelligente secondo le esigenze del consumatore.

Il contributo più rilevante, però, è ad opera di Mindy Grossman, CEO di HSNi. Fino a pochi anni fa veniva introdotto il concetto di multichannel che subentrava all’ormai obsoleto single channel, a cui hanno fatto seguito cross channel e omnichannel. Mindy introduce il concetto di distributive channel come step successivo: si tratta di un mondo in cui il consumatore è in grado di poter comprare qualsiasi prodotto, in qualsiasi luogo e in ogni momento. Non solo, quindi, i devices sono interconnessi fra loro ma servono il cliente in uno spazio temporale e spaziale pressoché illimitato.

L’obiettivo è quello di inserire il consumatore in un’interazione a 360 gradi con l’azienda. Al giorno d’oggi, infatti, non è più sufficiente attrarre i clienti verso il proprio punto vendita ma è l’azienda che si integra sempre di più con la vita quotidiana del cliente, in una maniera sempre più bidirezionale e one-to-one. Il nuovo punto di vendita, infatti, è il consumatore stesso.

Non bisogna però dimenticarsi di offrire lo stesso livello qualitativo di servizi, prodotti ed experience potendo così mantenere una solida brand identity. Le imprese, quindi, devono ripetersi che “se non lo facciamo noi, sarà qualcun altro a farlo”, come suggerisce Mindy Grossman. Non solo: occorre essere aperti all'innovazione e al cambiamento, una concetto espresso chiaramente durante la sua partecipazione al Retail's Big Show 2016.

 If you are not willing to disruptive yourself, you will never be able to be disruptive”.

E’ disponibile una video-playlist degli interventi più significativi dell’evento 2016, fra cui anche quello di Jonatan Luster al seguente link.