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La nuova era della strategia di ricerca

La ricerca è passata dall’essere una disciplina composta da due attività primarie (paid e organic), fondamentali per l’ottimizzazione, all’essere oggi una disciplina con almeno cinque attività chiave (paid e organic, più video, Twitter e social graph). Conoscerle è un ottimo inizio per cercare di comprendere la ‘search strategy’.

E’ diventata una statistica sempre più quotata che YouTube risulti essere il numero due tra i motori di ricerca.
Ciò ha senso data la vastità della libreria e l’enorme espansione che sta avendo. Ma quello che risulta molto più interessante e’ il tipo di contenuto che gli utenti ricercano che va oltre alle semplici risorse di intrattenimento: i consumatori consultano i video per rispondere ad ogni tipo di domanda.

Il recente annuncio che sia Google che Bing includeranno i ‘tweets’ nei loro risultati di ricerca ha un’ implicazione simile per i brand. Questo significa che al fine di competere pienamente all’interno della ricerca, il brand avrà bisogno di implementare una strategia per Twitter.
Precedentemente, chi sosteneva la tesi (giusta o sbagliata che sia) che Twitter non era un buon strumento di marketing per il brand, caratterizzandolo come una piccola comunità di early adopters, deve ricredersi.
Infatti, Twitter ha trovato la sua strada nei risultati di ricerca. Se sei nel caso in cui “il tuo brand è ciò che Google dice” e Google sta traboccando con ‘tweets’ riguardo il tuo brand, allora fatti attivo su Twitter e mettilo subito al primo posto della lista delle cose da fare.

In relazione con la ricerca di Twitter, ma un livello o due separata da essa, troviamo la vastissima categoria dei social search: poni la domanda e stai a vedere cosa il tuo social graph (definito come i social network che hai elencato nel tuo profilo Google) suggerisce sull’argomento.

Viste le nuove strade che il consumatore sta utilizzando, siamo arrivati al punto in cui vincere nella ricerca oggi significa ottenere un rendimento e un risultato sempre costante, ma anche creare e distribuire video content, stabilire la propria presenza in Twitter, e monitorare il passaggio nei canali.
Now that’s strategic.